• Bamenda, Camerun

  • Nlong Zok, Camerun

  • Bamenda, Camerun

Associazione senza fini di lucro, apartitica e laica, promuove e svolge attività di cooperazione e di educazione allo sviluppo in favore delle popolazioni in condizioni di disagio o vittime di guerra.

I primi contatti telefonici nel 2016 con l’intento di organizzare un evento di sensibilizzazione nel nostro territorio. A Luglio del 2017 riserviamo l’apertura del calendario estivo di Bevagna all’incontro in Piazza con te “Tutte le bugie sull’Africa e l’immigrazione”.

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Ci conosciamo così personalmente: la nostra realtà, la nostra piccola associazione, le tue storie, i tuoi incontri, i viaggi.

Parliamo, parliamo molto e condividiamo pasti ed emozioni.

In quell’occasione, colpito dalla locandina creata per l’evento, hai voluto sapere chi si occupasse della grafica per la nostra associazione, ti abbiamo spiegato che la curiamo noi stessi per abbattere i costi organizzativi. Meno soldi spendiamo per la fase logistica degli eventi di sensibilizzazione più soldi possono essere destinati ai progetti!

Ci parli, quindi, del tuo nuovo libro su Thomas Sankara e, come cosa già decisa, ci dici di cominciare a pensare alla copertina.

Questi i punti e i concetti imprescindibili dai quali far nascere l’idea:

Thomas Sankara – felicità – insieme…

Mandi quindi la foto del famoso dipinto di Pellizza da Volpedo come riferimento da cui muoversi: “Il quarto stato”

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Seguono proposte, idee, schizzi e approdiamo a…

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Di seguito mesi di lavoro per te per trovare i finanziamenti necessari a coprire i costi della ricerca, dei viaggi di approfondimento e della pubblicazione, per noi mesi di trepidante attesa con il desiderio di leggere il contenuto di quel libro dedicato alla meravigliosa figura di Thomas Sankara, attesa purtroppo mai conclusa…

…di quel libro ci rimane solo un breve estratto che tu stesso hai concesso a chi ti ha sempre seguito:

Divide et impera!
Crea divisioni e potrai comandare. Questa è stata la regola vincente dei mille poteri che si sono avvicendati nei millenni alla guida del mondo. La costruzione dell’altro come nemico, il racconto ossessivo della sua diversità e quindi pericolosità, sono stati il cemento delle dinastie e delle élites al potere da sempre.
Eppure differenze del colore della pelle, i mille nomi di Dio, la danza infinita dei linguaggi e delle tradizioni, non sono mai riuscite ad occultare una semplice verità. Al di là di ogni differenza, alla fine, ci sono solo donne ed uomini e ciò che li unisce è infinitamente più grande di ciò che apparentemente li separa.
Una vita dignitosa, un’abitazione sicura, cibo a sufficienza, servizi sanitari, accesso all’istruzione per i propri figli, un lavoro equamente retribuito, un ambiente vivo e salubre, vecchiaia serena. L’elenco di ciò che ci accomuna è infinito ma soprattutto tocca i punti base delle aspettative di ogni abitante del pianeta, qualsiasi sia il suo luogo di nascita, la fede che professa, la pigmentazione del proprio corpo.

Questa semplice verità è da sempre messa in discussione o negata. La sua semplicità è infatti rivoluzionaria e mette immediatamente in crisi qualsiasi interesse di parte. E fa sfracelli di mille e mille culture del conflitto e della competitività nel suo affermare prepotente un’unica verità, quella che tutte le donne e tutti gli uomini hanno diritto, finalmente, ad essere felici. Si, perché, mai come oggi, la felicità, per tutte e per tutti, è a portata di mano. A patto che tutte e tutti si impegnino, insieme, a liberarla dalle catene in cui alcuni interessi prepotenti la costringono prigioniera perché altrimenti sarebbero condannati all’estinzione.
Questo, finalmente, potrebbe essere il tempo di una nuova storia. Quella delle donne e degli uomini che vivono in pace, che assaporano la giustizia, godono dei frutti del loro sapere e del loro lavoro comune e che vivono le diversità come niente altro che i tanti e vividi colori della vita. Il tempo della felicità”
(https://www.facebook.com/photo.php?bid=10155946717659666&set=pb.797194665.-2207520000..&type=3)

Per presentare il tuo impegno su questo lavoro dicevi ancora:

Esiste un solo e veritiero indice per misurare il buongoverno. E questo indice è la felicità, oggi, non domani, in un remoto futuro, dei governati, cioè degli abitanti dei nostri paesi e del nostro mondo. I grandi problemi del mondo sono problemi di tutte le donne e tutti gli uomini del nostro pianeta e aspettano, per ora invano, soluzioni comuni, nell’interesse di tutte e tutti. Tutto il resto è demagogia, truffa, potere personale, ingiustizia e guerra. Insieme possiamo cambiare il corso disperante della storia. Questo è il cuore del pensiero e della vita di Thomas Sankara, il leader africano trucidato trenta anni fa per le sue idee straordinarie, sulle quali sto scrivendo il mio nuovo libro, “ La felicità, insieme “. Un racconto e un testo per il nostro oggi. Nuove bandiere e idee per cambiare il mondo.” (https://www.facebook.com/photo?fbid=10156097965109666&set=pb.797194665.-2207520000)

Poi la tua nuova creatura… il tuo bisogno di scrivere, di raccontare ha partorito RAIAWADUNIA. (https://raiawadunia.com/)

Serviva l’immagine della testata e così hai detto “Voglio vedere il mondo, i suoi problemi, a partire da questi problemi uomini e donne diversi scelgono di camminare insieme, da cittadini del mondo“… riprendiamo il concetto del cammino insieme, nasce la testata, anche grazie alla disponibilità del fotoreporter Enea Discepoli, che ha concesso l’uso di alcune sue fotografie

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e il relativo logo

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Volevi assolutamente arrivare a tutti, trasmettere il messaggio più importante: nonostante le difficoltà il mondo si può cambiare, ma solo con il contributo di ogni uomo e di ogni donna, dei cittadini del mondo…

Le indicazioni le hai fornite, le impronte le hai lasciate, il messaggio è chiaro, sappiamo come continuare: tendiamo a la felicità, insieme!

Grazie Silvestro, di averci dato l’occasione di far parte del tuo cammino.

Livia Trigona

 

In Camerun si sta diffondendo l’epidemia del coronavirus, il villaggio di NlongZok, dove noi operiamo, non ha energia elettrica e acqua.

Il gruppo elettrogeno che alimenta il pozzo, ripristinato dalla Omnes…, ha bisogno del carburante per poter funzionare e necessita di una manutenzione. In una fase così critica l’acqua diventa ancora più importante.

I fondi raccolti saranno utilizzati per l’acquisto del carburante, la riparazione del gruppo elettrogeno, l’acquisto di mascherine, guanti, detergenti antibatterici per mani e superfici necessari a contrastare la diffusione del virus in un contesto molto fragile, dove non ci sono ospedali e centri di salute.

PER DONAZIONI:

OMNES… OLTRE I CONFINI

BANCA POPOLARE ETICA

IBAN: IT65U0359901899050188531904

oppure

OMNES… OLTRE I CONFINI

BANCO POSTA

C/C n. 1042360881

IBAN IT81HO760103000001042360881

 

#acquapertutti #primegoccedacqua #nessunosisalvadasolo

 

 

Vista la delicata situazione socio economica che si andrà a delineare nell’immediato futuro a causa dell’emergenza Covid-19, abbiamo concordato con l’amministrazione comunale di Bevagna una campagna di raccolta di generi alimentari a lunga conservazione, che -su segnalazione degli organi preposti- verranno distribuiti a chi ne ha bisogno.
La campagna nei prossimi giorni verrà ampliata in altri comuni rispettando la nostra idea di andare oltre ogni confine.
Chi vuole partecipare può contattarci!

 

 

Aldilà del piacere di ascoltare una persona che ha dedicato la sua vita a gridare a squarciagola l’inutilità della guerra e a provare a sanare i guasti fisici che questa produce, quello che più ci ha colpito è stato l’elevato numero di persone, lì ad applaudirlo e la semplicità, la linearità, la ragionevolezza del suo discorso… nessun giro di parole, nessuna elucubrazione complessa, nessuna parola difficile, una sola semplice osservazione: “aboliamo la guerra”.

Non parlava solo di disarmo totale, perché si possono eliminare le armi dalla vita quotidiana, ha detto, ma non la capacità di costruirle dalla mente degli uomini. Il suo discorso lucido e chiaro sottolineava la necessità, ormai prioritaria, di abolire la guerra dalle coscienze degli uomini; è un lavoro che interessa l’etica poiché siamo l’unica specie che fa la guerra, che si ammazza vicendevolmente. Basterebbe cominciare ad usare l’intelligenza.

Ha concluso l’intervento sottolineando che non si tratta di un’utopia ma semplicemente di un progetto non ancora realizzato. E’ un lavoro che interessa ogni singolo cittadino non la politica, è urgente, necessario, non procrastinabile… non possiamo lasciare fare, ognuno di noi deve far parte di un grande movimento di opinione per esprimere il ripudio della guerra, non si può aspettare oltre.

Alla fine dell’incontro ci sono state alcune domande che miravano per lo più a chiedere quale fosse la ricetta per attuare quanto detto, c’è stato un lungo, un lunghissimo applauso, le persone si sono avvicinate, hanno chiesto una foto, gli hanno stretto la mano… poi sono uscite dall’Auditorium e a noi l’unica domanda che risuonava nella testa osservando il flusso del numeroso pubblico che si disperdeva era non per il relatore ma per tutti noi che avevamo appena finito di ascoltare…

“Domani mattina quanti di noi, dopo aver applaudito, dopo aver annuito, si alzeranno dal letto per cominciare a mettere in pratica il ripudio della guerra? Quanti di noi sono disposti a farlo?”

E’ nata una nuova realtà, un nuovo progetto del giornalista Silvestro Montanaro: Raiawadunia, cittadini del mondo, dove è possibile parlare, confrontarsi, partecipare.

Le parole di Silvestro Montanaro non si discostano molto dalla lunga analisi che ha fatto Gino Strada qualche giorno fa, in alcuni casi addirittura si sovrappongono, perché la realtà dei fatti è sotto i nostri occhi, non servono complesse analisi politiche per capire che non possiamo più aspettare che è urgente sostenere a gran voce il ripudio della guerra.  Condividiamo il link e riportiamo di seguito un estratto del testo di Montanaro, invitiamo a visitare e a seguire il suo sito in modo da diventare parte attiva di questo progetto.

“…La parola deve tornare, allora, ai piccoli del mondo, cioè alle sue donne e ai suoi uomini che sono la maggioranza assoluta in questo nostro mondo. Un nuovo movimento che parta dalla consapevolezza che la guerra è sempre stata decisa dai ricchi e dai potenti che hanno mandato a morire i figli dei poveri. Un movimento che abbia ben chiaro che viviamo nell’epoca dell’atomica e che non si può ignorare quanti rischi di estinzione della specie umana questo comporti.
Un movimento che dica che la guerra è il primo dei problemi dell’agenda mondiale e va definitivamente bandita perché come diceva Albert Einstein “ la guerra può solo essere abolita. Non si può umanizzare” . E i missili e le bombe intelligenti sono la più grande delle menzogne di chi vuol continuare a far profitto sulla pelle dei popoli. Un movimento che abbia il coraggio e la coscienza che chieder questo non è un sogno di mezza estate o una stupida utopia. E’ solo e concretamente la prima delle nostre necessità….”

Livia Trigona

 

Parliamoci chiaro. Le Nazioni Unite sono in agonia. L’attacco in Siria di qualche settimana fa, non autorizzato da alcun organismo internazionale e quindi solo un atto di guerra, un crimine, ha visto la totale inessenzialità dell’Onu. 590 altre parole

via GINO STRADA: UN’INIZIATIVA INTERNAZIONALE CONTRO LA GUERRA — Raiawadunia

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